Autore Discussione: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni  (Letto 5043 volte)

Scollegato LucaMI

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Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« inserita:: Marzo 27, 2008, 19:11:47 »
Da quel che leggo, una delle ragioni per cui gli acufeni sono mal tollerati è che chi li ha, se gli esami sono tutti a posto, non ne sa la causa; un sintomo misterioso può essere inquietante perché, nonostante le rassicurazioni razionali, sotto sotto ci si aspetta di tutto.

Ma è vero che non si sa la causa?

In realtà negli ultimi anni il meccanismo degli acufeni è stato abbastanza chiarito; mancano molti dettagli, ma non più che in altre patologie curate tranquillamente. Si tratta, è vero, ancora di ipotesi, ma suffragate da numerose conferme sperimentali e dal buon successo, per ora solo nei laboratori di ricerca, delle terapie basate su queste ipotesi.

Il meccanismo, comune a tutti gli acufeni soggettivi (che siano da traumi acustici, ototossicità, etc), sarebbe il seguente (con qualche semplificazione e imprecisione per chiarezza).

Ogni cellula ciliata riceve una precisa frequenza sonora ed è collegata a un piccolo gruppo di neuroni nel cervello che si dedicano solo ad essa; ne ricevono ed elaborano il segnale e poi lo mandano al livello superiore dove tutti i segnali sono messi insieme. Questo vuol dire che, ad esempio, c'è la cellula ciliata che elabora i suoni di 640 hertz, quella che elabora 650 hertz, e così via. Parallelamente, c'è un neurone che risponde ai 640 hertz, uno che risponde ai 650, e così via (non è esattamente così ma credo si renda l'idea).

A un certo punto, un piccolo gruppetto di cellule ciliate viene danneggiato: per un trauma acustico, per la tossicità di una sostanza, per un'infezione, per il naturale invecchiamento, insomma per tutte le ragioni che possono causare un acufene.

Quindi, i neuroni collegati alle cellule danneggiate non ricevono più segnali, o ricevono un segnale più debole del solito. La loro attività dunque diventa casuale, non è più legata a un segnale esterno; perdono la sintonia per così dire.

Nella maggior parte dei casi i neuroni si "rassegnano" e stanno zitti da subito; in altri casi, per ragioni non note, continuano a trasmettere il rumore di fondo, e questo è il segnale di partenza dell'acufene. Il primo caso è molto più frequente e lo sperimentiamo tutti i giorni: dato che ogni anno muoiono per invecchiamento diverse migliaia di cellule ciliate, se non fosse così tutte le persone avrebbero migliaia di acufeni (o meglio, un acufene con moltissime frequenze). Invece la  nascita del segnale di partenza di un acufene è un evento molto più raro, e non si sa perché.

Il segnale è però molto, molto debole; infatti la maggior parte delle persone non si accorge neppure di averlo (eppure chi più chi meno ce l'hanno tutti: in apposite condizioni sperimentali è possibile farlo percepire alla grande maggioranza delle persone). Del resto, è un segnale casuale prodotto da pochi neuroni e, a quanto sembra, non ha la tendenza a propagarsi come avviene invece nell'epilessia.

Però, e qui viene il punto, in alcuni casi è un segnale improvviso (vedi traumi acustici etc): questo fa sì che sia percepito inizialmente come molto forte, per ragioni molto complesse da spiegare. Diciamo che il nostro cervello è programmato per valutare l'intensità degli stimoli sensoriali non in base alla loro forza assoluta, ma in funzione della loro differenza rispetto alla situazione precedente.

Normalmente, il cervello è in grado di identificare che si tratta solo dell'attività elettrica di base di alcuni neuroni e lo filtra via; quindi non viene percepito. Fra il segnale e la percezione consapevole vi sono infatti molte elaborazioni e molti filtri; tutto quello che non è importante viene tagliato e non lo sentiamo (la valutazione dell'importanza non è, ovviamente, un processo cosciente, altrimenti i filtri non avrebbero senso).

Per provarlo, basta andare da un audiologo e farsi mettere un apposito microfono nelle orecchie: si sentirà un'infinità di suoni che normalmente non percepiamo; uno dei più forti è il battito del cuore.

Può succedere che, per tante ragioni fra cui uno stato di allerta pre-esistente, il cervello vada eccessivamente in allarme quando percepisce questo nuovo segnale: ed ecco che si innesca l'acufene vero e proprio. Questo debole segnale (che quasi mai, in misurazione per confronto, supera i 5-10 decibel, cioè il volume del tic tac di un orologio) viene continuamente monitorato dal cervello; entra in un circolo vizioso con le aree limbiche (emotive) e il sistema nervoso autonomo (i riflessi di allerta e attenzione) e viene continuamente amplificato. Viene per così dire "portato in primo piano", tanto che in alcuni casi è molto difficile da mascherare anche con suoni molto forti (ecco perché, al matching, si parla - erroneamente - di acufeni "da 70 decibel", che invece non esistono). Il cervello è un regista, e ha deciso che l'inquadratura deve restare quella.

E' importante capire che il processo di amplificazione o filtro non è controllabile dalla coscienza, perché avviene molto prima, avendo proprio lo scopo di portare alla coscienza (la parte più lenta e dispendiosa del nostro cervello) solo alcuni segnli ed escluderne altri.

Per fortuna, al contrario di quello che si credeva solo fino a 25 anni fa, il cervello è plastico, cioè le connessioni fra i neuroni e la loro attività cambiano nel tempo, anche se piuttosto lentamente. Quindi, anche se le cellule ciliate sono morte (dato che potrebbero essere solo traumatizzate ovviamente la prima cura deve essere rivolta a loro ed è farmacologica), è possibile che il segnale di innesco che viene dai neuroni cessi, e soprattutto è possibile che ricominci ad essere filtrato via o non più amplificato. Questo è infatti quello che accade più di frequente; e quando non accade, gli si può dare una mano (e vanno in questo senso non solo le terapie attuali, farmacologiche e no, ma anche le cure sperimentali che pare diano buoni risultati in molti casi e in tempi rapidi).
« Ultima modifica: Marzo 27, 2008, 19:20:00 da LucaMI »
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lamu

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #1 inserita:: Marzo 27, 2008, 19:22:56 »
per cure sperimentali si intende la TRT?
ma probabilmente no,,, visto che è già in uso da tanto tempo.
quindi ci possiamo aspettare presto nuove cure, oltre alla TRT, giusto?

Scollegato maxtraetto

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #2 inserita:: Marzo 27, 2008, 19:40:07 »
La percezione, dall'esterno, di un suono o di un rumore, quand'anche misurato, non corrisponde, in decibel, all'acufene?
Domando questo perché, nel mio caso, per non sentire l'acufene, un televisore o una radio, devono avere il volume, più o meno, a metà scala, il che porta la misurazione molto oltre i 10 db, o no?
Non che sia importante, ma la mia capacità di riuscire a comprendere l'amico, è ciò che mi ha portato a sopportarlo per questi 30 anni, quindi è quasi per gioco che lo domando, ma se il volume esterno non è molto alto, io il mio acufene, lo sento sempre, tranne, come già da qualche parte ho scritto, quando friggo. In quel caso, anche se il rumore del friggere è molto basso, l'acufene non lo percepisco più, nemmeno accentuando l'attenzione.
Avere ulteriori informazioni non può che far bene.
Un abbraccio
Piccoli passi, piccoli passi

Scollegato LucaMI

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #3 inserita:: Marzo 27, 2008, 21:07:50 »
Gli acufeni non sono suoni reali quindi non sottostanno alle regole dell'acustica; anche la misurazione in decibel in realtà è una forzatura (e infatti negli studi scientifici non viene usata).

In generale comunque il volume di un suono e il volume di un altro suono necessario per coprirlo del tutto sono due cose completamente diverse. Se ci si pensa, è abbastanza intuitivo: se due suoni hanno lo stesso volume, li sentiamo tutti e due, uno non copre l'altro (quale dei due dovrebbe coprire l'altro? o sparirebbero tutti e due? :) )

Quindi il volume di un suono se mai si stabilisce per confronto con un suono simile che sembra avere lo stesso volume. Questa tecnica è il matching (comparazione).

Il mascheramento è un processo del tutto diverso; la capacità di un suono di coprirne un altro dipende non solo e non tanto dal suo volume quanto da diverse caratteristiche psicoacustiche; come curiosità, è su questo che si basano gli algoritmi di compressione come il formato mp3.

Nel caso degli acufeni, vi sono molti studi che dimostrano come il volume di mascheramento dipenda non dal volume dell'acufene ma dalla sua percezione, cioè dall'attenzione che il cervello attribuisce al segnale. Un altro esempio banale: qual'è il volume di mascheramento del suono di una zanzara che vuole pungerci? O del suono della sveglia (che immagino nessuno mette a 100 decibel :) )? Da questo punto di vista si parla di "acufeni facilmente mascherabili" o meno, intendendo una valutazione percettiva e non di volume. Come giustamente sottolinea Max, il volume necessario a coprire un acufene dipende dal suono coprente e può essere estremamente variabile; di solito è più basso quanto più il suono coprente è ad ampio spettro (ma non sempre: vedi i fenomeni particolari come l'inibizione residua e il mascheramento controlaterale). Per poter fare misurazioni uniformi, come convenzione gli audiologi usanto come suono mascherante il rumore bianco, che è quello a più ampio spettro di frequenze (e a cui si avvicinano il rumore della frittura o della doccia...).

Bene, in almeno 30 anni di misurazione degli acufeni con il matching (si fa dagli anni 70),  da diversi studi emerge che la maggior parte è attorno ai 5-10 decibel, con il gruppo più numeroso sotto i 5 decibel; il volume massimo non è mai superiore a 15 decibel (tranne casi rari nelle sordità complete che quindi non fanno statistica).

Per confronto, il tic-tac di un orologio è 10 decibel, il rumore delle foglie di un albero è 20 decibel, una conversazione sussurrata è sui 30 decibel, il normale sottofondo quotidiano (dove non si parla) sta sui 40; in un concerto si superano i 100 decibel (e teniamo presente che il decibel è una scala logaritmica: un suono di 50 decibel è 10 volte più forte di uno di 40; un raddoppio di intensità corrisponde a circa 3 decibel).

Lamu, la TRT è tutt'altro che una terapia sperimentale - è più vecchia del web :) L'idea alla base (l'acufene è nel cervello) però era talmente innovativa che, anche se oggi pare scontata, ci ha messo un po' per essere diffusamente accettata e verificata dalla comunità scientifica... e molto di più per attraversare la Manica. Quindi sì, mi riferivo ad altre terapie.

« Ultima modifica: Marzo 27, 2008, 21:21:59 da LucaMI »
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Scollegato fred

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #4 inserita:: Marzo 28, 2008, 10:05:21 »
Luca, dopo la lettura del tuo post, che dire sei semplicemente un GRANDE (qualora non lo si avesse ancora capito).

E' un piacere leggere i tuoi interventi (non me ne perdo uno).

Cmq volevo aggiugere che da quanto ne so le cellule ciliate dopo qualche tempo si ricambiano, se così fosse potrebbe essere questa la spiegazione di acufeni che scompaiono... Che ne pensi ?

Salutoni, Fred  ;D

Scollegato conforto

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #5 inserita:: Marzo 28, 2008, 10:19:31 »
Sono d'accordo con Fred: Luca sei un GRANDE!
Trovo interessante il tuo intervento tra l'altro semplificato da essere compreso da tutti.

Non credo che le cellule ciliate si riproducono...o almeno non lo so se questo è possibile.
Un'altra cosa: può al contrario un calo di udito su alcune frequenze peggiorare col tempo? La causa potrebbe essere sempre il danneggiamento delle cellule ciliate?

Scollegato Alessio

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #6 inserita:: Marzo 28, 2008, 10:46:09 »
Questa delle cellule ciliate che si riproducono non mi sembra vera...se così fosse coloro che hanno dei cali di udito a causa della morte delle cellule ciliate lo recupererebbero...io so che è così ad esempio nelle balene...non credo che abbiano problemi di acufeni...perchè non sono nato balena?
"E' nella pioggia oggi il vostro grido"    Emidio Clementi

Scollegato Emiliano

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #7 inserita:: Marzo 28, 2008, 10:58:49 »
Luca è veramente una risorsa preziosa per tutti noi. Per questo ne approfitto per pungolarlo di più e permettergli di eccellere :))))

Andiamo al sodo.

Citazione
Gli acufeni non sono suoni reali quindi non sottostanno alle regole dell'acustica; anche la misurazione in decibel in realtà è una forzatura (e infatti negli studi scientifici non viene usata).

Uhm, ho qualche dubbio in merito. O meglio, sono "completamente d'accordo a metà" come diceva un famoso allenatore, preso in giro dalla Gialappa's band :)

E' evidente che non ha senso utilizzare i decibel negli studi scientifici, quando poi il cervello ci potrebbe mettere un gain talmente elevato da stravolgere l'origine del suono. Ma, ma... qualche dubbio viene spontaneo.

L'ipoacusia si misura in decibel, su questo non ci sono dubbi. Come non ci sono dubbi sul fatto che molto frequentemente l'acufene si posiziona esattamente a cavallo dei valori dell'ipoacusia.

Pertanto se hai una ipoacusia sui 4000Hz di 40db, spesso e volentieri l'acufene si attesta sulla stessa frequenza e gli stessi decibel. Cosa vuol dire? che sentiremmo un acufene da 40db? ovviamente no, perchè, ironia della sorte, la nostra ipoacusia ci viene incontro, non permettendoci di sentire nulla sotto a quei valori. Pertanto se ho un acufene di 45db, e l'ipoacusia di 40db, dovrei sentire solo 5db di acufene.

Non sappiamo esattamente dov'è l'origine del suono. Anche se non parte da un'onda meccanica esterna, ma direttamente come impulso elettrico all'interno del ns cervello, siamo sicuri che non si possa comunque tentare di parlare di volume? Io ho la netta sensazione di avere a volte un acufene con la stessa identica frequenza, ma a volume differente. La differenza non sta nella parte emotiva, ne nella sua percezione. Sta nel volume differente.

Da informatico mi sono divertito (e ho intenzione di farlo meglio in futuro: sto lavorando sul concetto della inibizione residua) a giocare con software e cuffia per tentare di simulare il mio acufene in tutto e per tutto (db e hz) Ebbene, con il software riesco perfettamente a verificare che in un giorno per un corretto matching devo alzare i db fino ad un livello, e in un altro giorno settarli su un livello differente. In quel caso, non ci sono cazzi: stiamo parlando di due differenti DB.

Altro dubbio interessante: i DB sono una unità di misura stabiliti per convenzione. La convenzione stabilisce anche la distanza che intercorre dalla sorgente sonora a chi percepisce il suono. Cosa vuol dire che "una conversazione sussurrata è sui 30 decibel" ? A quale distanza? Chi mi sussurra lo fa attaccato al mio orecchio o da lontano? L'unità di misura DB è stata pensata ad esattamente un metro di distanza. Domanda legittima: la stessa sorgente sonora che ad un metro di distanza misura 10 db, a quali DB corrisponde se stesse ad un cm di distanza? Nel ns cervello, che distanza c'è? difficile dirlo, ma ipotizzerei uno zero+... :(

un salutone,
emiliano

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Scollegato fred

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #8 inserita:: Marzo 28, 2008, 11:07:53 »
Probabilmente non sono stato molto chiaro.

RICAMBIANO... NON RIPRODUCONO.

Significa che le cellule buone hanno un tempo di vita poi vengono sostituite da quelle nuove...
Ma quelle "fuori uso" fanno la stessa cosa ?  O ciò può accadere per caso su qualche cellula "fuori uso" e consegue la scomparsa dell'acufene ?  In pratica se c'è una interruzione nel collegamento tra cellule e nervi (su cui viaggia il segnale) con il ricambio quelle "fuori uso" potrebbero ripristinare (almeno i parte) i collegamenti giusti con i nervi ?
Se così fosse si possono spiegare quelle guarigioni che accadono dopo anni di acufeni.

badate bene: sono "ipotesi-domanda" le mie non affermazioni.

                            Saluti by Fred

Scollegato Emiliano

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #9 inserita:: Marzo 28, 2008, 12:12:38 »
Fred,

non c'è nessuna relazione documentata scientificamente tra la (eventuale) morte delle cellule ciliate e l'acufene. Solo ipotesi

e,
La somma dell'intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento. -- Assioma di Cole

Scollegato giorgio.

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #10 inserita:: Marzo 28, 2008, 22:47:06 »
ciao
io sento l'acufene 1 giorno si' e 2 no.
Fino a qualche giorno fa era 2 si' e 1 no. (potenza degli intrugli cinesi o autoconvinzione ?)

Che e' successo alle MIE ciliate ?
Una metaforfosi ovidiana ?
o si addormentano, quetandosi,come se si vergognassero di rompermi i ciapp ?
o  i segnali non passano piu' nell'viii cranico ?
E perche c... succede ?
Mi sembra una teoria campata in aria, quella della morte e resurrezione ( e la pasqua e' passata:::), come anche la mia confutazione . Pero', pero'... un buonsenso mi dice che :
si brancola e una teoria contraddice l'altra; pero' a furia di tesi e antitesi una sintesi si trovera' e chi non rientra e' fuori norma. Anomalia cosmica..., o umana
Al di la' di questi tentativi teorici  che soddisfano solo la mente, la speranza di tutto me stesso, non solo del corpo, che sarebbe stupida e destinata alla disillusione, e' nella modificazione dei campi elettrico-magnetici con la transcranica,  misurabile e soddisfacente per la ragione e la ripetibilita' scientifica:
A quel punto mi accontento anche della noia ripetitiva, se mi permette di vivere emozioni inspiegabili (finalmente!!!)
Per Magadir: Danilo ha novita' da Lyon ?
Non vorrei aspettare un'altra Pasqua per risorgere, piu' vecchio e stanco di 1 anno.
 Ciao a tutti, e grazie di esistere...

Scollegato bertilla

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #11 inserita:: Marzo 28, 2008, 23:53:16 »
Lo faccio saltuariamente e - ovvio - mi perdo più di qualcosa, ma è' troppo bello leggervi:
mi associo al giudizio su Luca (davvero GRANDE), ma Emiliano non è da meno: la personificazione direi di saggezza, buonsenso, "spirito" e generosità e... chissà che altro, tutto insieme.
E poi scriivete da dio!
Giorgio, sei uno spasso!
Grazie a tutti di esistere (e di mettervi a disposizione).

Scollegato LucaMI

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #12 inserita:: Marzo 29, 2008, 13:42:57 »
i DB sono una unità di misura stabiliti per convenzione. La convenzione stabilisce anche la distanza che intercorre dalla sorgente sonora a chi percepisce il suono. Cosa vuol dire che "una conversazione sussurrata è sui 30 decibel" ? A quale distanza? Chi mi sussurra lo fa attaccato al mio orecchio o da lontano? L'unità di misura DB è stata pensata ad esattamente un metro di distanza. Domanda legittima: la stessa sorgente sonora che ad un metro di distanza misura 10 db, a quali DB corrisponde se stesse ad un cm di distanza? Nel ns cervello, che distanza c'è? difficile dirlo, ma ipotizzerei uno zero+... :(

Dato che il volume dell'acufene con il matching è stabilito per confronto, ne deduco che "un acufene di 5db" significa "un acufene che ha intensità uguale a un suono di 5 db proveninente da 1m di distanza"; se per convenzione si usasse una lunghezza inferiore, la misura sarebbe più alta ma anche la scala di riferimento sarebbe più alta, quind il risultato non cambierebbe.

C'è anche da dire che, a causa del fatto che i decibel sono logaritmi, immaginando un raddoppio del volume percepito avvicinandosi di un metro, il valore misurato sarebbe superiore di solo 3 decibel, quindi non è che cambierebbe molto; noi pensiamo ai decibel come a una scala decimale e forse questo crea confusione (un suono di 40 decibel non è il doppio di uno di 20 db: è 100 volte più intenso).
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Scollegato Emiliano

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Re: Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #13 inserita:: Marzo 29, 2008, 18:23:55 »
Luca,

c'è una contraddizione nei termini, probabilmente una forzatura dalla quale non ne usciamo. Non si possono stabilire i DB di una fonte sonora, dalla quale dovresti metterti ad un metro di distanza per poterla misurare. Nel nostro caso fonte sonora  e chi percepisce il suono sono nello stesso punto (per questo ipotizzavo uno zero+: sai bene quanto misura un Lim con x->o+ )

Comunque è corretto. Se ci si arriva tramite matching, è tutto relativo. Non sappiamo (dovrei vederlo nelle formule) se avvicinarsi di un metro comporta soltanto il raddoppio del volume. Anyway, nessuna confusione con il concetto di scala decimale o logaritmica.

e.
 
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Re:Le teorie più recenti e accreditate sulle cause degli acufeni
« Reply #14 inserita:: Aprile 06, 2009, 17:56:23 »
Entro nel vivo per disperazione.Da poco ho un acufene e l'ottorino, fatte tutte le analisi( leggera ipoacusia ), le ha tentate tutte senza alcun risultato ma è molto scetico sulla TRT.
Ora chiedo a tutti : chi ha provato realmente benefici da tale metodo? Funziona realmente? Con quali costi?